La storia

  

 

Il museo Andersen raccontato dalla direttrice Matilde Amaturo in un'intervista per Fatti italiani

 

Il Museo Hendrik Christian Andersen costituisce - con la Raccolta Museo Manzù ad Ardea, il Museo Praz e il Museo Boncompagni Ludovisi - uno degli istituti collegati alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna.

I lavori di ristrutturazione dell'edificio, finanziati con fondi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali unitamente a fondi derivati dal Gioco del Lotto, ne hanno reso possibile l'apertura al pubblico il 19 dicembre 1999.

Nel Museo si conservano le opere dello scultore e pittore Hendrik Christian Andersen.

Nato a Bergen in Norvegia nel 1872 da povera famiglia e naturalizzato americano essendo emigrato ancora bambino negli Stati Uniti, a Newport (Rhode Island), il giovane Andersen intraprese il viaggio di formazione in Europa nel 1894 e, dopo Parigi, si stabilì definitivamente a Roma dove visse per oltre quarant'anni. Alla sua morte, il 19 dicembre 1940, lasciò in eredità allo Stato italiano il suo studio-abitazione di via Mancini e quanto in essa contenuto: opere, arredi, carte d'archivio, materiale fotografico, libri. Ma solo dopo la morte nel 1978 di Lucia Andersen (adottata nel 1919 dalla madre dell'artista e quindi usufruttuaria del lascito), alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna è stata affidata la tutela delle raccolte e dell'edificio.

La collezione delle opere (oltre duecento sculture di grandi, medie e piccole dimensioni in gesso e bronzo; oltre duecento dipinti; oltre trecento opere grafiche) si segnala per la sua eccezionalità essendo quasi interamente incentrata attorno all'idea utopica di una grande "Città mondiale", destinata ad essere la sede internazionale di un perenne laboratorio di idee nel campo delle arti, delle scienze, della filosofia, della religione, della cultura fisica. A tale progetto e alla sua diffusione Andersen aveva dedicato nel 1913 insieme all'architetto francese Ernest Hébrard un ponderoso volume (Creation of a World Centre of Communication; consultabile presso il Museo) che, partendo dalle concezioni urbanistiche delle antiche civiltà, doveva indicare l'approdo alla nuova e moderna "Città".