Servizi al pubblico

  

Carta dei Servizi

 

 

I. PRESENTAZIONE

II. DESCRIZIONE DELLA STRUTTURA

1. Caratteristiche essenziali

Natura giuridico istituzionale

Sede

Storia

Collezioni

Missione

2. Servizi

Esposizione permanente

Mostre temporanee

Accesso ai depositi e alle collezioni di grafica

Uffici MAXXI Arte e MAXXI Architettura  

Accoglienza e informazioni

Documentazione dei beni

Archivio e Biblioteca

Cataloghi a stampa

Servizi educativi

Siti web

Osservazioni dei visitatori

Servizio di biglietteria

Servizio di autorizzazione a fotografare

Ristorazione

Spazi in concessione 

 

III I NOSTRI IMPEGNI

 

Presentazione 

1. Che cos'è la carta dei servizi

La carta dei servizi risponde all'esigenza di fissare principi e regole nel rapporto tra le amministrazioni che erogano servizi e i cittadini che ne usufruiscono.

Essa costituisce un vero e proprio "patto" con gli utenti, uno strumento di comunicazione e di informazione che permette loro di conoscere i servizi offerti, le modalità e gli standard promessi, di verificare che gli impegni assunti siano rispettati, di esprimere le proprie valutazioni anche attraverso forme di reclamo.

L'adozione della Carta dei servizi negli istituti del Ministero per i beni e le attività culturali si inserisce in una serie di iniziative volte a promuovere una più ampia valorizzazione del patrimonio culturale in essi conservato e ad adeguare per quanto possibile, in armonia con le esigenze della tutela e della ricerca, l'organizzazione delle attività alle aspettative degli utenti.

La Carta sarà aggiornata periodicamente per consolidare i livelli di qualità raggiunti e registrare i cambiamenti positivi intervenuti attraverso la realizzazione di progetti di miglioramento, che possono scaturire anche dal monitoraggio periodico dell'opinione degli utenti.

2. I principi

Nello svolgimento della propria attività istituzionale il Museo si ispira ai "principi fondamentali" contenuti nella Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 gennaio 1994:

•1         uguaglianza e imparzialità

I servizi sono resi sulla base del principio dell'uguaglianza, garantendo un uguale trattamento a tutti i cittadini, senza distinzione di nazionalità, sesso, lingua, religione, opinione politica.

Questo Museo si adopererà per rimuovere eventuali inefficienze e promuovere iniziative volte a facilitare l'accesso e la fruizione ai cittadini stranieri, alle persone con disabilità motoria, sensoriale, cognitiva e agli individui svantaggiati dal punto di vista sociale e culturale.

Gli strumenti e le attività di informazione, comunicazione, documentazione, assistenza scientifica alla ricerca, educazione e didattica sono comunque improntati a criteri di obiettività, giustizia e imparzialità.

•2         continuità

Il Museo garantisce continuità e regolarità nell'erogazione dei servizi. In caso di difficoltà e impedimenti si impegna ad avvisare preventivamente gli utenti e ad adottare tutti i provvedimenti necessari per ridurre al minimo i disagi.

•3        partecipazione

L'Istituto promuove l'informazione sulle attività svolte e, nell'operare le scelte di gestione, tiene conto delle esigenze manifestate e dei suggerimenti formulati dagli utenti, in forma singola o associata.

•4       efficienza ed efficacia

Il direttore e lo staff del perseguono l'obiettivo del continuo miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia del servizio, adottando le soluzioni tecnologiche, organizzative e procedurali più funzionali allo scopo.

II. DESCRIZIONE DELLA STRUTTURA

1. Caratteristiche essenziali

Natura giuridico-istituzionale

Il Museo Hendrik C.Andersen è uno dei quattro musei "collegati" (insieme con il Museo Praz, la Raccoltà Manzù ad Ardea e il Museo Boncompagni Ludovisi) con la Galleria nazionale d'arte moderna,  e fa capo, insieme con quest'ultima, alla Soprintendenza alla Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea dipendente dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.  

Sede

L'edificio sede del Museo è ubicato in via Pasquale Stanislao Mancini nn.18-24 al quartiere Flaminio. Fu fatto appositamente costruire dallo scultore Hendrik C. Andersen come sua abitazione-studio fra il 1922 e il 1924, su progetto dell'ingegnere Francesco Settimi, nella zona di nuova espansione edilizia poco fuori la Porta del Popolo in prossimità del Tevere. E' costituito da un seminterrato-deposito, da un vasto piano terra diviso in due grandi saloni-atelier nei quali sono allestite le collezioni permanenti, da un primo piano nobile con ampia terrazza destinato ad ospitare mostre temporanee e da altri due piani sovrastanti. Il prospetto principale dell'edificio, con il portale d'ingresso e le due grandi porte-carraia che danno negli atelier, affaccia su via Mancini, mentre il prospetto laterale con i tre finestroni ad arco affaccia su via Giuseppe Pisanelli e i restanti due lati interni sono separati con distanze di pertinenza dalle palazzine adiacenti. L'edificio è realizzato in struttura portante mista, muratura e calcestruzzo armato, con superfici esterne ed interne rivestite ad intonaco, con elementi decorativi pittorici e in stucco.

Dal 1996 al 1999 l'edificio è stato sottoposto a restauro delle strutture, dei partiti decorativi  e degli impianti funzionali. Questi ultimi in particolare consistono: nell' impianto di riscaldamento a gas metano, nell'impianto antincendio e in quello antiintrusione.

Storia

Nato a Bergen in Norvegia nel 1872 e naturalizzato statunitense essendo emigrato ancora bambino con la famiglia negli Stati Uniti (Newport, R.I.), Hendrik C. Andersen intraprese nel 1894 il viaggio di formazione culturale e artistica verso l'Europa. Dopo una lunga permanenza a Parigi al seguito del fratello maggiore Andreas, pittore (Bergen, 1869 - Boston, 1902), si stabilì nel 1896 a Roma. Qui visse per oltre quarant'anni, prima in appartamenti di affitto in Lungotevere Mellini e in piazza del Popolo per poi trasferirsi definitivamente nel 1925 nella nuova elegante dimora di via Mancini 20. Alla sua morte, avvenuta il 19 dicembre 1940, Andersen lasciò lo Stato Italiano erede dell'intero immobile e di quanto in esso contenuto: opere, arredi, carte d'archivio, materiale fotografico, libri. Ma soltanto dopo la scomparsa nel 1978 di Lucia Lice, adottata nel 1919 dalla famiglia Andersen e usufruttuaria del lascito, alla Soprintendenza alla Galleria nazionale d'arte moderna è stata affidata la tutela delle collezioni e dell'edificio, già dal 1975 sottoposto a vincolo ai sensi della legge n.1089 del 1 giugno 1939.

Il restauro - iniziato nel 1980 e proseguito dal 1987 con più consistenti interventi strutturali di consolidamento - ha avuto dal 1996 un avvio risolutivo che ha portato all'apertura  degli spazi museali il 19 dicembre del 1999.

Le carte conservate presso l'Archivio Storico Capitolino documentano che un primo progetto con la denominazione "palazzina con studio di scultura" fu presentato dall'ingegnere Francesco Settimi nel 1922. Respinto dalla Commissione edilizia, un secondo progetto fu ripresentato l'anno dopo. Anche questa volta la Commissione espresse un giudizio con riserve, ma nel luglio 1923 il progetto fu comunque definitivamente approvato e nel dicembre 1924 concessa l'abitabilità. L'edificio constava inizialmente di soli due piani (oltre il piano terra) coronati da un cornicione balaustrato. Successivamente, nel 1935, l'artista fece aggiungere un ulteriore piano con quattro terrazze angolari balaustrate e una fascia da lui dipinta tutt'attorno alla palazzina con motivi allegorici e decorazioni a stucco policromo.

La decorazione su via Mancini presenta - oltre i fregi a rilievo con motivi floreali, anfore, sfingi, testine d'angelo e maschere (fra queste anche due teste-ritratto di Andersen e della madre) - due nicchie con nudi femminili a tutto tondo recanti putti sulle spalle con i simboli delle arti: la pittura, la scultura, la musica, il dramma; al di sopra, due tondi in altorilievo con madonna, bambino, e altri putti. Sul portone centrale, la scritta in mosaico dorato, Helene, è l'omaggio dell'artista al nome della vecchia madre, che per poco tempo abitò nella casa (vi morì nel 1927). Il prospetto su via Pisanelli, oltre i consueti fregi, reca su ciascuno dei tre finestroni ad arco del balcone centrale tre teste scolpite che raffigurano i numi tutelari dell'edificio. Al centro: Olivia Cushing (Newport, 1870 - Roma, 1917), scrittrice di colta e facoltosa famiglia bostoniana che, rimasta precocemente vedova del pittore Andreas Andersen, raggiunse a Roma nel 1903 il cognato Hendrik con il quale trascorse poi il resto della sua non lunga vita; ai lati, i due fratelli Andersen: Hendrik e Andreas.

Collezioni

La parte principale delle collezioni del Museo - sculture di grandi e medie dimensioni, busti-ritratto, disegni-progetto per il "Centro Mondiale di Comunicazione" - è presentata nei due saloni al piano terra (Galleria e Studio). Per la restante parte - bozzetti, dipinti, disegni, antiche fotografie, non esposta al pubblico - sono programmate presentazioni a rotazione negli ambienti del primo piano via via che procedono sia i restauri che lo studio dei materiali.

Complessivamente si tratta di oltre duecento sculture (di cui circa quaranta di grandi dimensioni), per la maggior parte gessi, ma anche bronzi e terracotte; di oltre duecento dipinti, metà dei quali  di Hendrik C. Andersen  e l'altra metà del fratello Andreas; di oltre trecentocinquanta opere grafiche, di cui fanno parte gli oltre trenta progetti esposti riferiti alla "Città Mondiale", nonché numerosi ritratti, studi di nudo e soggetti vari ascrivibili ad ambedue i fratelli.

Di notevole interesse tutto il materiale fotografico relativo alle opere e alla vita familiare di Hendrik Andersen, altroché alle foto d'epoca di capolavori dell'arte italiana dei secoli XV e XVI e alle vedute di città italiane, europee e americane. Immagini che costituivano il bagaglio visivo dell'artista e parte integrante della sua cultura figurativa.

I materiali d'archivio, pervenuti assieme alle opere, vertono principalmente sulla preparazione, organizzazione e  diffusione del progetto del "World Centre of communication" e della "World Conscience Society", attraverso  una fitta corrispondenza intrattenuta con rappresentanti di governo, istituzioni e personalità varie della cultura. Si conservano inoltre numerosissime  lettere con i familiari (la madre, i fratelli Andreas e Arthur, Olivia Cushing) e le trascrizioni dattiloscritte ad opera dell'artista delle settantasette lettere ricevute da Henry James dal 1899 al 1915 (gli originali furono venduti dalla sorella Lucia  nel 1954 e nel 1955 attraverso la casa d'aste Sotheby's di Londra e sono attualmente presso l'Università dello Stato di Virginia negli Stati Uniti). Di particolare interesse sono poi i sessantatre fascicoli dattiloscritti, inediti, in lingua inglese dei Diaries di Olivia Cushing, dal 1882 fino al 1917, che fornisce un suggestivo affresco sulla formazione culturale di una giovane donna del New England, sulla sua vita romana in casa Andersen e sull'attività del cognato artista del quale ella si fa nume tutelare e musa ispiratrice.

Tutto il materiale d'archivio, mantenendo una precedente sommaria classificazione data dallo stesso Andersen, è ordinato in parte cronologicamente e in parte per nomi dei corrispondenti.

La biblioteca, appartenente sia alla colta Olivia che all'autodidatta Hendrik, si compone di oltre duecento volumi (molti dei quali di rare edizioni ottocentesche), in prevalenza di letteratura inglese e americana, ma anche di classici della filosofia antica.

Oltre alla biblioteca appartenuta agli Andersen, si conserva qui la raccolta di libri (in corso di inventariazione) recentemente donati al Museo da Regina Soria, scomparsa nel 2006, l'insigne studiosa che ha specificatamente concentrato le sue ricerche sul tema degli artisti americani in Italia e degli italiani in America.

Missione

L'obiettivo principale di questa istituzione museale consiste nel:

•        tutelare, valorizzare, promuovere la conservazione e la conoscenza del patrimonio storico-artistico lasciato da Hendrik C. Andersen allo Stato Italiano nel 1940;

•        in linea con il carattere ‘internazionale' del Museo, promuovere manifestazioni temporanee relative in particolare ad artisti stranieri dell'Otto e del Novecento fino alla contemporaneità che abbiano avuto relazioni con l'Italia, o - viceversa -  relative ad artisti italiani ‘espatriati' all'estero, favorendo collaborazioni con le istituzioni internazionali operanti in Italia, quali le Accademie e gli Istituti di cultura;

•        in linea con i progetti elaborati da Andersen nel corso di tutta la sua vita sul tema della "Città mondiale", promuovere manifestazioni legate specificatamente alle problematiche urbanistiche e architettoniche, favorendo in particolare collaborazioni con la Direzione Generale per l'architettura e l'arte contemporanee, i cui uffici sono ospitati attualmente ai due piani superiori del Museo.

2. Servizi

Il Museo offre al pubblico i seguenti servizi:

Esposizione permanente. Nei due atelier al piano terra sono esposte le sculture monumentali di Hendrik Andersen e una selezione di sculture di piccola e media dimensione, oltre alla serie dei disegni-progetto relativi alla "Città Mondiale".

Mostre temporanee. Vengono allestite circa tre mostre l'anno al primo piano dell'edificio in quello che fu l'appartamento dell'artista. Le mostre vertono generalmente sull'arte straniera dell'Ottocento e del Novecento fino al Contemporaneo, oppure su tematiche di architettura e urbanistica (vedi alla voce Missione). Periodicamente vengono allestite mostre con opere delle collezioni del Museo solitamente conservate nei depositi.

Accesso ai depositi e alle collezioni di grafica. Nei depositi si conserva altro materiale scultoreo di Hendrik Andersen e la raccolta di dipinti dei due fratelli Andersen, Hendrik e Andreas. Vengono allestite periodicamente al primo piano espositivo. I depositi sono visitabili solo su richiesta al responsabile del Museo e su presentazione di credenziali di studio (tel. 06.3219089, s-gnam.museoandersen@beniculturali.it).

Uffici MAXXI Arte e MAXXI Architettura. (Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, dell'architettura e dell'arte contemporanee) ospitati rispettivamente al II e al III piano dell'edificio. E' temporaneamente sospesa la consultazione dei materiali a causa della chiusura della Sala studio del Centro Archivi MAXXI, fino al dicembre 2009. Per informazioni: tel. 06.3219089 - 06. 32101823.

Accoglienza e informazioni. Al desk della biglietteria.

Documentazione dei beni. E' consultabile, solo previa richiesta al responsabile del Museo, il catalogo cartaceo di tutte le opere delle collezioni (tel. 06.3219089, s-gnam.museoandersen@beniculturali.it).

Archivio e Biblioteca. Il materiale dell'Archivio è consultabile su appuntamento con il direttore del museo e dietro presentazione di credenziali di studio (tel. 06.3219089, s-gnam.museoandersen@beniculturali.it).

Cataloghi a stampa. Sono in vendita presso la biglietteria (da ottobre 2008) la Guida breve del Museo a cura di Elena di Majo (Electa) e la monografia di Francesca Fabiani su Hendrik C. Andersen (Gangemi), oltre ai cataloghi delle mostre in corso (se realizzati).

Servizi educativi. I Servizi educativi del Museo Andersen offrono un programma di attività rivolto a differenti categorie di pubblico, con l'intento di sviluppare la conoscenza e l'apprezzamento della casa museo e delle sue collezioni, nonché accompagnare l'attività espositiva del museo.

Sito web. All'indirizzo http://www.museoandersen.beniculturali.it//: storia del Museo, gli eventi in corso con materiali esplicativi e fotografici, l'elenco delle mostre fin qui realizzate.

Osservazioni dei visitatori. I visitatori possono annotare le loro osservazione sul Museo e sui servizi su un registro collocato all'ingresso.

Servizio di biglietteria. L'ingresso è gratuito.

Servizio di autorizzazione a fotografare. Le richieste vanno inoltrate al Responsabile del Museo e saranno autorizzate a titolo gratuito se da utilizzarsi a scopo di studio o di pubblicazione a fini promozionali, in tutti gli altri casi l'autorizzazione sarà concessa a pagamento. I dettagli e i moduli di richiesta sono disponibili nella sezione dell'Archivio fotografico della Soprintendenza  al numero 06.32298309.

Ristorazione. Caffè del Museo con ampia terrazza, al primo piano, dalle 9.00 alle 16.00. Chiusura nel mese di agosto.

Spazi in concessione. Sono consentite forme di utilizzo degli spazi del Museo anche al di fuori dell'orario di apertura nei seguenti casi:

  • concessione occasionale di spazi a terzi
  • utilizzo degli spazi in collaborazione con terzi a fini culturali
  • concessione di spazi e diritti per riprese cinematografiche

Qualunque richiesta di utilizzo deve essere vagliata e approvata dal Soprintendente.

Modalità, costi e condizioni per l'utilizzo degli spazi sono indicati nella scheda tecnica disponibile presso il Direttore Amministrativo.

III. I NOSTRI IMPEGNI

1. Accesso

Indirizzo

Via P.S.Mancini 20, 00196 Roma

Tel/fax: 06.3219089; email: s-gnam.museoandersen@beniculturali.it

Orari

Orario di apertura: ore 9.30 - 19.30 (ingresso fino alle ore 19.00) 

In presenza di mostre o altri eventi verificare gli orari di apertura nella sezione 'news' della homepage del Museo

 

Chiusura settimanale: lunedì

Chiusure annuali: 1 gennaio1 maggio25 dicembre

Accoglienza

Sono disponibili informazioni al punto di accoglienza e di orientamento coincidente con la biglietteria d'ingresso, oppure on-line sul sito del Museo Andersen, cui si accede direttamente al seguente indirizzo: www.museoandersen.beniculturali.it.

Sono disponibili per i visitatori schede esplicative sulla storia del Museo e sulle opere esposte.

Il Museo è accessibile per disabili, sia al piano terra che al primo piano.

2. Fruizione

Le collezioni permanenti allestite nei due atelier al piano terra sono sempre visitabili nei giorni e negli orari sopra indicati. E' invece aperto solo in occasione di mostre temporanee, l'appartamento al primo piano, già abitazione di Hendrik Andersen; la sua apertura o chiusura viene segnalata presso la biglietteria.

Non è prevista alcuna attesa per l'ingresso. Nei due atelier e al primo piano possono accedere gruppi costituiti al massimo da sessanta persone. La durata di una visita richiede, a seconda dell'interesse del visitatore, da un minimo di 30 minuti a un massimo di 1 ora.

3. Reclami, proposte, suggerimenti

Se gli utenti riscontrano il mancato rispetto degli impegni contenuti nella Carta dei Servizi, possono presentare reclami con le seguenti modalità:

  • Avvalersi del modulo allegato alla Carta dei Servizi e consegnarlo al personale della Biglietteria;
  • Inviare una e-mail all'indirizzo s-gnam@beniculturali.it

Il Museo effettua un monitoraggio periodico dei reclami; si impegna a rispondere entro 30 giorni. Gli utenti possono, inoltre, formulare proposte e suggerimenti volti al miglioramento dell'organizzazione e dell'erogazione dei servizi che saranno oggetto di attenta analisi.